Giuseppe Cambiano, «Storia della filosofia antica», Laterza, Roma-Bari 2004.

Nelle foto postate, dal manuale indicato, un paragrafo su Plotino: ‘L’Uno e l’emanazione‘ [pp. 206-209].

Plotino – Licopoli, 203/205 – Campania, 270

Di seguito una piccolissima parte delle annotazioni, leggermente modificate, di un corso monografico, appunto, sulla storia della filosofia antica. [Apparentemente o meno, giustamente o meno, un po’ «ridondanti»].

Alcune considerazioni sull’idea del Bene e sul ‘Nous’ neoplatonico.

La relativa unità esige una unità primaria e questa è l’idea del Bene. L’infinita pienezza di essere comprensiva di tutte le forme dell’essere, includente in sé la pienezza di ogni essere questo o quello. Ogni ente partecipa delle idee di cui fa capo. Il Bene, essendo l’esser tutto nella sua infinita pienezza, è la totalità delle idee, è l’idea di uomo ed è l’idea di animale. Il Bene è principio, causa, fondamento di tutte le idee e dei singoli enti senza esteriorità spaziale e successione temporale. Su questi aspetti si incentra la dottrina del ‘Nous’ neoplatonica che prosegue le teorizzazioni precedenti sul Bene. Che cos’è il Bene? È ciò che è l’infinita pienezza di essere. Bene assoluto è l’essere perfettissimo che in quanto tale è valore assoluto. L’essere assoluto è precisamente il Bene.

La scolastica medievale sintetizza questo in due assiomi. L’essere e il Bene sono la stessa cosa; l’essere e l’Uno sono la stessa cosa, si identificano. Il Bene di cui Platone e i neoplatonici parlano non è un ideale privo di realtà bensì è un essere realissimo. È perfezione di tutto, è tutto al suo meglio. Qui si configura una scala di valori dove il valore è la pienezza dell’essere. Il bene è il valore assoluto. Essere perfettamente un certo essere è l’idea. L’assoluta perfezione dell’essere è l’idea. Il fine è la metà degli enti. Uno sforzo di convalidarsi, giacché le idee sono le cose come devono essere. La totalità delle idee è il Bene assoluto, il valore supremo. Qui si ritrova la natura cosmica del cosmo. Questa metafisica si presenta come assiologica, ovvero dottrina dei valori.

La teoria platonica del Bene introduce alla dottrina del ‘Nous’. I neoplatonici riprendono la dottrina del Bene come la dottrina del ‘Nous’. Il ‘Nous’ è il principio, fondamento, causa di ogni essere empirico. Singoli esseri empirici sono esseri che il ‘Nous’ consente di essere. Cos’è il ‘Nous’? Il ‘Nous’ va tradotto con spirito, ciò pone dei problemi. È l’ipotesi speculativa che rende ragione degli enti e del loro partecipare all’unità. Il Nous è l’essere stesso, tutto l’essere nella sua finita pienezza e, in quanto tale, assoluta pienezza. Il ‘Nous’ è la sistemazione speculativa della dottrina delle idee, ovvero del mondo intellegibile. Il Nous è totalità delle idee, è puro essere e tutto ciò con esclusione assoluta di ogni non essere, ed è solo puro essere proprio perché è tutto essere. Un essere questo e quello e anche un non essere. È un essere questo e al tempo stesso non essere quello, e tale è quello anche delle singole idee. L’essere che è la totalità onnicomprensiva delle idee, che è tutte le idee, ma anche, per ciò stesso, puro essere, unico essere e solo essere.

L’infinitezza è di tipo intensivo, inesauribile. Il ‘Nous’ è infinito non solo in senso intensivo anche in senso estensivo, cioè di tutti gli inesauribili essere questo o quello, di tutte le idee. Questa sua infinitezza è quella che garantisce e fonda l’unicità. L’esser ‘tout court‘ non può essere che uno, totalità della realtà. Come il limite introduce molteplicità, così correlativamente l’illimitatezza pone l’unicità. L’essere che è tutto essere proprio, perciò è l’unico essere, l’uno che è esclusione dei molti. L’essere è uno in forza della sua illimitatezza, gli esseri sono molti in forza della loro limitatezza. Questo suo essere uno anteriore ad ogni numerazione non è compromesso dall’essere la totalità delle idee. Il Nous infatti non è la somma o la risultanza di idee ottenute cumulativamente, bensì è uno simultaneamente tutto ciò che è. Il tutto procede le parti procede in senso logico.

Tommaso d’Aquino commenta il libro ‘I nomi divini dello Pseudo-Dionigi. Tommaso sostiene che i neoplatonici intendono il tutto non come risultante di parti ma come totalità, anteriore alle parti che va distinta dalla totalità, che è la somma di parti. La totalità che è il tutto prima delle parti. Il ‘Nous’ è sempre tutte le idee, così come ogni singola idea è sempre tutto il ‘Nous’. Qui tutto è tutto, ogni idea è tutte le altre ed è se stessa. L’idea che è una è sempre tutte le altre contemporaneamente. Il suo essere quest’unico consiste, coincide con il suo essere tutte le altre. Riguardo allo Schelling neoplatonico, genio filosofico che a venti anni già esponeva il suo sistema, nel suo ampio percorso filosofico varia. Lo Schelling neoplatonico è quello della filosofia dell’identità (1798-1804), qui testo principale è il ‘Trattato sull’estetica’. Le idee secondo questo scritto sono ciascuna un diverso aspetto, una diversa faccia del ‘Nous’, ma lo sono assolutamente, nel senso che ciascuna idea è anche tutte le altre, non si riduce mai a nessuna.

La forma (idea, eidos) particolare uomo non sussiste come uomo particolare, ma è la stessa totalità della forma dell’uomo sottospecie ‘ominus‘. Ogni forma particolare non si trova come fissata, ma sì ‘trasfonde’ in tutte le altre. Quindi nel ‘Nous’ le forme sono forme assolute perché in ciascuna forma sono presenti tutte le forme e in tutte ciascuna. Ci sono evidentemente molti paradossi. Ogni forma è tutta quella idea e nessuna di esse nella loro particolare. Ogni forma contiene tutte nella loro assolutezza, non una contiene nessuna in quanto particolare. Il ‘Nous’ è sintesi paradossale per il pensiero discorsivo. Il ‘Nous’ è sì oggetto di pensiero, ma non discorsivo, bensì intuitivo. abbracciante simultaneamente l”onnitotalità’ del ‘Nous‘ che lo coglie. I paradossi sono dati dalla forma del pensiero discorsivo. Il ‘Nous’ è oggetto, non di pensiero discorsivo, ma di pensiero intuitivo.

[…]

Plotino: ‘L’Uno e l’emanazione‘.

Di Diego Giovanni Paolo Greco

Per chi è interessato agli argomenti che tratto, vuole approfondirne qualcuno, o semplicemente gli piacerebbe ‘avvicinarsi’ alla filosofia, ogni seconda e quarta domenica del mese propongo una passeggiata filosofica. Ci troviamo in un luogo, suggerisco un argomento centrale che espongo per pochi minuti e iniziamo una camminata discutendo apertamente, qualsiasi pensiero, concetto, tema vogliamo condividere. Vedi la “locandina” sotto.

Pubblicato da diegogiovannipaologreco

I miei interessi, studi e le mie passioni si rivolgono principalmente alla filosofia, alla psicologia, allo sviluppo personale e all'attività fisica.

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3 Comments

  1. Mi pare ci sia un uso eccessivo del vocabolo ASSOLUTO che etimologicam è SCIOLTO DA ma comunemente s’intende come: COMPLETO, SUPREMO , ILLIMITATO, TOTALE ecc.

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    1. Si, effettivamente non è il solo termine che è ripetuto spesso, come ho anche scritto nell’introdurre il breve estratto del corso è uno stile ridondante. Nello specifico il termine in questione, assoluto, è usato un po’ ‘impropriamente’..

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